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5 Nov. Pascucci: “Cupinoro non sarà mai Malagrotta”

Pascucci: “Cupinoro non sarà mai Malagrotta”

il sindaco Pascucci spiega ai cittadini come stanno le cose su Cupinoro

Ancora una volta i rifiuti sono all’ordine del giorno. Sulla stampa ho letto mie dichiarazioni sul tema completamente stravolte e riassunti di incontri riportati soltanto parzialmente ad arte rischiando di scadere nella demagogia. Vorrei quindi cercare di chiarire la posizione della Amministrazione di Cerveteri su questo importantissimo argomento. Ma va fatta una premessa. Il problema è estremamente complesso tanto che l’intero Paese Italia è in continua emergenza rifiuti. Coloro che pensano, magari dopo soltanto qualche mese di passione all’argomento, di avere “la soluzione” in mano, si sbagliano. Noi stiamo continuando a studiare e proprio per questo, in queste settimane, incontriamo tutti i comitati e le istituzioni coinvolte. Con loro e non contro di loro, vogliamo cercare una soluzione per i nostri cittadini. Detto questo, vorrei innanzitutto sottolineare che ritengo di grande valore il fatto che i cittadini si siano mobilitati su questa battaglia.

Le manifestazioni sono sempre un accrescimento e un momento di sano confronto democratico. Personalmente non ho partecipato a questi primi sit-in per due motivi. Intanto perché a mio avviso le proteste si sono rivolte verso argomenti diversi che vanno tenuti necessariamente distinti. L’ampliamento della discarica di Cupinoro e l’arrivo dei rifiuti da Roma, sono due temi ben diversi e, confonderli, rischia di far perdere di vista l’obiettivo. In secondo luogo, perché allo stato attuale gli unici Comuni che conferiscono nella discarica di Cupinoro sono quelli autorizzati, tra cui Cerveteri. Le manifestazioni contro l’arrivo dei rifiuti da Roma, stanno in realtà ostacolando i camion della nostra città, creando un disagio a tutta la collettività. Difficile, da Sindaco, scegliere di manifestare contro i propri rifiuti e indirettamente contro gli interessi dei cittadini. Detto questo, sono disponibile a partecipare sempre a manifestazioni che siano finalizzate a scongiurare il pericolo che rifiuti di altre aree vengano nella discarica di Cupinoro.

Posizione che rivendico da più di dieci anni. Ma vediamo cosa sta realmente succedendo. Nei prossimi mesi verranno conferiti alcuni rifiuti trattati dal Comune di Roma verso la discarica di Cupinoro. Si tratta di un quantitativo di circa 20.000 tonnellate. Una cifra non significativa in confronto alla mole di rifiuti di Roma, ma che deve necessariamente metterci in allarme. Soprattutto perché, come al solito, la scelta è stata fatta senza interpellare i Sindaci e le popolazioni del comprensorio. E, aggiungo, soprattutto il Comune di Cerveteri che di fatto si trova la discarica proprio al confine. Quante volte abbiamo visto scelte temporanee diventare definitive? Per questo motivo, questa scelta è stata ampiamente e immediatamente condannata da me e dal sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta. E lo ribadisco, non soltanto per la provenienza romana dei rifiuti, quanto e soprattutto perché non vogliamo che rifiuti di altri arrivino nel nostro territorio a nostra insaputa, che vengano da Roma o da altre zone non importa.

A seguito di queste proteste e delle nostre posizioni, si sono svolti degli incontri con i Sindaci del bacino (oggi conferiscono a Cupinoro 25 comuni), con il Presidente Zingaretti e con l’assessore regionale ai rifiuti Civita. In queste riunioni si è affermato chiaramente che si intende costituire degli ambiti territoriali (ATO) per i rifiuti. Ognuno di questi ATO abbraccerà diversi Comuni e dovrà essere in grado di gestirsi i rifiuti da solo, senza pesare sui territori degli altri e senza portare rifiuti ad altri. Non sappiamo ancora come saranno decisi questi ambiti, ma sappiamo che il Comune di Roma farà ATO a sé. Questo significa che Roma dovrà individuare una propria discarica nel proprio territorio e non potrà venire a cercare aree nel nostro bacino. Quindi Cupinoro non potrà MAI diventare la nuova Malagrotta. Sono anni che evidenzio la necessità di questa riforma e quindi sono pronto a sostenerla con tutto me stesso.

Ovviamente vigileremo tutti sulla Regione affinché questo processo vada in porto e ci batteremo come sempre per difendere il nostro territorio. Quindi, per ripeterlo in modo ancora più chiaro, in modo che anche chi ciurla nel manico non possa fraintendere, il Comune di Cerveteri si scaglierà contro chiunque pensi di portare rifiuti extrabacino nella discarica di Cupinoro e non permetteremo a nessuno, ripeto a nessuno, di pensare che nel nostro territorio si possa individuare una nuova Malagrotta né a Bracciano, né da altre parti. Ricordo che come Sindaco, infatti, sono stato sempre solidale anche con i territori lontani dal nostro quando stavano rischiando l’arrivo dei rifiuti. Perché non si può fare buona politica solo quando il problema è nel nostro giardino. C’è però, intrecciato ad arte con questa situazione, un secondo problema. Dal 1 novembre non si potrà più conferire il rifiuto indifferenziato non trattato a Cupinoro. Questa è una notizia meravigliosa. Sono anni che molti ambientalisti, me compreso, chiedono la chiusura di Cupinoro come discarica talquale (era anche nel nostro programma elettorale) e finalmente questa decisione è stata presa. Da domani a Cupinoro si conferirà soltanto il rifiuto trattato.

Questo però comporta due problemi immediati: il primo è dove conferire i rifiuti nell’immediato, il secondo è cosa fare quando il sistema sarà a regime. La nostra Amministrazione sta spingendo a tutta velocità per fare la differenziata porta a porta e nel 2014, sebbene in ritardo rispetto a quello che avevamo immaginato un anno fa, estenderemo il servizio a tutti. Ora questo ridurrà drasticamente i rifiuti indifferenziati prodotti, ma comunque non li porterà mai a zero. E questo vale per tutti i 25 Comuni del bacino. Cosa si fa con i rifiuti che rimangono? Cosa facciamo nel periodo di transizione (approssimativamente altri 2 anni e mezzo)? Dai comitati ci arrivano diverse proposte, da trattare i rifiuti altrove e riportarli qui, dal portarli all’estero, dall’utilizzare Cupinoro anche nel transitorio. E anche le istituzioni hanno le loro idee. Non ci sono posizioni univoche perché il problema è così complesso che, come detto sopra, nessuno può pensare di avere “la soluzione”, chiaramente me compreso.

Ma mettiamo dei punti fermi: siamo contrari all’incenerimento, crediamo che le discariche talquale non debbano più esistere, vogliamo una differenziata spinta e la vogliamo anche a Roma, ogni comprensorio deve sapersi gestire i propri rifiuti, il ciclo dei rifiuti va chiuso. Per tutte queste ragioni dobbiamo avere la forza e il coraggio di dire che per essere credibili quando diciamo che non vogliamo i rifiuti degli altri in casa nostra, non dobbiamo pretendere che gli altri si prendano i nostri. E la domanda che ci si deve porre necessariamente è se vogliamo trovare un nuovo sito per la parte restante (parliamo presumibilmente di circa 40/50 mila tonnellate all’anno di media) o se continuare a sversare su Cupinoro. Chiaramente non si tratterà più di un rifiuto talquale, ma di un rifiuto trattato. Ma sempre di rifiuto si tratta. Quindi chi punta alla chiusura di Cupinoro anche come discarica di sovvallo per i rifiuti trattati, deve sapere che a meno di non incenerire i rifiuti (e noi saremo sempre contro) o di non portarli fuori bacino (ipotesi che valuteremo ma non ci convince), sarà necessario individuare nel nostro comprensorio un altro sito, cioè un’altra discarica.

Il nostro Comune sta ascoltando tutti i comitati e i gruppi di cittadini che fanno proposte costruttive sul tema ed è nostro intendimento anche organizzare nei prossimi giorni un Consiglio comunale aperto sull’argomento. Abbiamo anche coinvolto i nostri tecnici e la società esperta del settore che ci sta affiancando nella progettazione del sistema rifiuti Cerveteri. Ovviamente tutte le posizioni sono legittime, ma non possiamo non considerare anche l’aspetto economico. Anche perché, è bene che si sappia, con l’introduzione della TARES, ogni scelta che faremo sui rifiuti si ripercuoterà immediatamente nelle bollette dei cittadini che sono oramai costretti dallo Stato a farsi carico dei costi dell’intero servizio di smaltimento. Se i costi levitano, le bollette si dovranno alzare.

Inevitabilmente prendere i nostri rifiuti, portarli a trattare in uno stabilimento lontano per poi magari conferirli di nuovo a Cupinoro, porterebbe a un aggravio di costi già elevati e a nessun vantaggio ambientale. È quindi necessario aprire un confronto sano e costruttivo per trovare la soluzione migliore anche tenendo conto di quest’aspetto. Tra le strade possibili c’è sul piatto anche la valutazione dell’eventuale realizzazione di una discarica di sovvallo proprio a Cupinoro. Di nuovo, su un argomento così importante, a oggi, nessuna istituzione ha chiesto il parere del Comune di Cerveteri. E questo, lo ribadisco, non è ammissibile. Nel merito dell’intervento chiarisco però che se l’ampliamento fosse destinato e commisurato, anche nelle dimensioni, alle sole esigenze del bacino di conferimento (e quindi, per essere chiari, solo dei 25 Comuni e non di Roma), non mi sentirei contrario a priori. Anche se ribadisco che a oggi non abbiamo gli elementi per prendere una decisione definitiva.

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